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Cosacchi
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I mwcwcosacchi (mwdain polacco mwdqkozacy; mwdgin russo казаки?, kazaki; mwdwin ucraino козаки?, kozaky; forse dalla parola mweaturco-mweqtatara qazaq', mwegnomade o mwewuomo libero) sono un'antica comunità semi-militare e semi-nomade che vive nell'mwfaEuropa orientale, in maggioranza nella mwfqsteppa ubicata tra l'mwfgUcraina dell'est e gli mwfwZarati russi del sud.cite-ref-1[1]cite-ref-2[2]
Il termine “cosacco” apparirebbe per la prima volta nel mwkw1240 per iscritto nella "mwlaStoria segreta dei Mongoli" in riferimento a coloro i quali vivevano uno stile di vita solitario e nomade.cite-ref-4[4]
Successivamente con tale termine furono individuate le popolazioni mwmgnomadi mwmwtatare delle steppe del sud-est della mwnaRussia. Tuttavia, a partire dal mwnqXV secolo, il nome fu attribuito a dei gruppi di mwngSlavi che popolavano i territori che si estendevano tra la mwnwRussia Meridionale e l'mwoaUcraina Orientale lungo il basso corso dei fiumi Don e Dnepr (questi ultimi erano noti come mwoqmwogcosacchi dello Zaporož'e); in questo senso, i cosacchi non costituiscono un mwowgruppo etnico vero e proprio. Altre zone di mwpacolonizzazione successiva furono la pianura mwpqciscaucasica (bacini dei fiumi mwpgKuban' e mwpwTerek), il basso mwqaVolga, la steppa del bacino dell'mwqqUral e alcune zone della mwqgSiberia orientale nel bacino del fiume mwqwAmur.
I governanti della mwrqConfederazione polacco-lituana e dell'Impero russo hanno concesso ai cosacchi alcuni privilegi speciali in cambio del dovere militare di servire nelle truppe irregolari: i cosacchi di Zaporozhian erano per lo più soldati di fanteria, che utilizzavano carri da guerra, mentre i cosacchi del Don erano per lo più soldati di cavalleria. I vari gruppi cosacchi erano organizzati secondo linee militari, con grandi gruppi autonomi chiamati mwrghost. Ogni host aveva un territorio composto da villaggi affiliati chiamati mwrwstanitsas.
Durante la mwsqguerra civile russa (mwsg1918-mwsw1922) i cosacchi, che inizialmente avevano appoggiato la rivoluzione contro lo mwtaZar, si schierarono in gran parte con le mwtqArmate Bianche in opposizione ai mwtgbolscevichi, mentre nella mwtwseconda guerra mondiale lottarono invece sia per gli mwuaAlleati sia per l'mwuqAsse.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Le Teorie sulle origini dei Cosacchi
Ci sono diverse teorie sull'origine dei Cosacchi.
La teoria degli autoctoni
Secondo questa teoria, i cosacchi sarebbero originariamente una classe sociale autoctona nata dalla necessità di proteggere il confine meridionale del mwzqGranducato di Lituania. Gli anziani locali, osservando i loro vicini - i bek dell'mwzgUlus Juchi, li copiarono ed iniziarono a reclutare distaccamenti di soldati “liberi” nominati "combattenti cosacchi".cite-ref-5[5] Con il passare delle epoche, l'organizzazione dei cosacchi iniziò ad adeguarsi a seconda della politica statale del governo dell'epoca. Il primo a proporre questa ipotesi fu Martyn Belsky, un discendente di un caposquadra cosacco. A quanto pare, anche mwbaMykhailo Hrushevsky era un sostenitore di questa idea.
La teoria della sub-etnia russa
I sostenitori di alcuni nuovi approcci alle origini dei cosacchi considerano i cosacchi come una sub-etnia all'interno del popolo russo,cite-ref-6[6] sostenendo che ci sia stata una dissociazione forzata tra i cosacchi ed i Russi solo a seguito della guerra civile russa, a seguito della De-cosacchizzazione. Tra i sostenitori di questa teoria ci sono diversi storici Russi, tra cui Vladimir Korolev,cite-ref-0-7-0[7] Vladimir Trut,cite-ref-0-7-1[7] ed anche Nikolai Mininkov.cite-ref-8[8]cite-ref-9[9] Sotto questa teoria ricade anche un'altra teoria, quella dei Ukhodnytska, secondo la quale i cosacchi si formarono in origine da un flusso di fuggiaschi russi e moscoviti, per lo più contadini, che fuggirono dall'oppressione dei proprietari terrieri e si stabilirono in aree scarsamente popolate lungo i fiumi Dnieper e Don.cite-ref-1-10-0[10]
La teoria "Boiara"
Secondo questa teoria, i cosacchi si formarono sulla base dei mwigboiardi russi e dei nobili militari di Lituania e Polonia, soldati professionisti che non ricevettero lo status di nobiltà e furono costretti a impegnarsi in guerre e rapine.cite-ref-1-10-1[10] Questa teoria è sostenuta da storici Ucraini importanti tra cui mwjwAntonovych e Lepyavko.
La teoria delle origini nomade
Alcuni storici suggeriscono che il popolo cosacco avesse origini nomadi, ed etnicamente miste, discendendo da russi, mwkwkhazari, ucraini, tartari e altri che si erano insediati o avevano attraversato la sconfinata mwlasteppa pontico-caspica che si estende dall'Asia centrale all'Europa sud-orientale.cite-ref-11[11] Questa ipotesi sembro formarsi grazie all'influenza della scuola storica polacca del XVI-XVII secolo e fu associata alla teoria dell'origine sarmatica della nobiltà. Ma questa teoria perse con il tempo molto del suo supporto, con diversi storici contrari. L'imperfezione dell'ipotesi fu evidenziata per la prima volta da Alexander Rigelman,cite-ref-12[12] e successivamente da diversi studi del DNA.cite-ref-13[13]
Teoria della mescolanza tatara-uhodniki
I cosacchi furono il frutto del mescolamento di popolazioni nomadi tartare, le cui fila furono via via ingrossate da parte di avventurieri (mwpquhodniki), contadini e mwpgservi della gleba che contavano di sfuggire nella steppa l'autorità dello Stato nonché le dure condizioni di vita imposte loro dalla nobiltà mwpwfeudale, che, oltre ad amministrare, possedeva territori, villaggi e uomini. Questa versione viene contestata da parte di alcuni storici, i quali sostengono che i cosacchi discendano dagli antichi mwqasciti, dai mwqqkazari, dagli mwqgalani o addirittura dai mwqwtartari, dai mwraturcomanni, dai mwrqcircassi o financo dai mwrgkirghizi. Tuttavia, secondo il massimo storico cosacco, Anatolij Aleksandrovič Gordeev, la loro origine andrebbe rinvenuta nelle popolazioni russe originariamente deportate come schiave dai tartari e che ben volentieri in seguito accolsero nelle loro fila avventurieri, contadini e servi della gleba russi in fuga.
Sotto il dominio polacco
I primi insediamenti cosacchi apparvero nell'area del basso mwsgDnepr durante il mwswXVI secolo in quella che era un'area di confine poco popolata fra la mwtaPolonia ed il mwtqCanato di Crimea. Quest'area, trovandosi a valle delle rapide del fiume, fu chiamata mwtgzaporož'e, ovvero "di là delle rapide". Nel mwtw1583 l'area fu conquistata dalla mwuaConfederazione polacco-lituana ed assegnata al mwuqpalatinato di Kiev.
Sotto la pressione dei feudatari polacchi che colonizzavano progressivamente il paese, i mwuwcosacchi zaporoghi si rivoltarono più volte. La più celebre di queste sollevazioni fu quella del mwva1648 guidata da mwvqBohdan Chmel'nyc'kij. Essa porterà alla costituzione dell'mwvgEtmanato Cosacco, uno Stato cosacco sotto formale sovranità polacca. Nel mwvw1654 l'Etmanato strinse un'alleanza con il mwwaRegno Russo contro la Polonia-Lituania (mwwqtrattato di Perejaslav). Con il mwwgtrattato di Andrusovo del mwww1667 Polonia e Russia si spartirono l'area abitata dai cosacchi zaporoghi: l'Etmanato fu così diviso in due parti, dette "ucraine" della mwxaRiva Sinistra e della mwxqRiva Destra (del fiume Dnepr), rispettivamente sotto la sovranità russa e quella polacca. L'ucraina sotto dominio polacco fu peraltro presto soppressa. In queste guerre dei cosacchi contro la Polonia il Canato di Crimea si schierò ora dall'una, ora dall'altra parte.
I cosacchi erano seminomadi e vivevano di mwxwcaccia, mwyapesca e scorrerie ed erano costantemente in lotta con i tartari che abitavano la stessa area, quantunque non mancassero mescolanze tra le due popolazioni antagoniste. Più tardi i cosacchi svilupparono anche un'mwyqagricoltura stanziale. I cosacchi erano organizzati in comunità militari e di mestiere rette da un mwygmwywatamano. Tutte le cariche erano di norma elettive e le questioni più rilevanti erano affrontate dall'assemblea della comunità (mwzakrug) secondo principi di uguaglianza e autonomia assoluta.
Il loro abbigliamento era costituito da un caffettano (una sorta di mwzgcasacca) o dalla mwzwčerkessa (tunica lunga con le mw0acartuccere). Quelli che furono inquadrati nell'esercito indossavano pantaloni blu con una fascia rossa, che indicava la loro esenzione dal pagamento delle mw0qimposte. Il loro armamento tradizionale comprendeva il mw0gkindžal (pugnale ricurvo), la mw1amw1qšaška (mw1gsciabola) e la mw1wmw2anagajka (frusta). Maneggiavano una lancia molto lunga e la loro preparazione militare prevedeva anche una danza chiamata mw2qmw2ghopak che eseguivano accovacciati, a braccia conserte. Il loro grido di battaglia era mw2wGu-Rai! che significava "Verso la beatitudine del cielo!" da cui si pensa derivi il grido di battaglia mw3aurrà, diffuso nel mondo dai soldati della mw3qprima guerra mondiale che l'avrebbero udito al fronte dai cosacchi.
Sotto l'Impero Russo
L'insediamento dei Cosacchi lungo il Don (i cosiddetti "Cosacchi Tanaiti") risale anch'esso al XVI secolocite-ref-14[14]. Anche quest'area inizialmente si trovava sotto sovranità crimaica, tuttavia i Cosacchi del Don furono gradualmente ingaggiati dal Regno Russo nella propria opera di conquista e colonizzazione della valle del mw5aVolga, della mw5qSiberia, così come lungo l'mw5gUral ed il mw5wTerek, dove già vivevano comunità cosacche precedenti l'arrivo dei Tanaiticite-ref-15[15]. Il più famoso episodio di questa epoca è la conquista del mw7acanato di Sibir da parte dei Cosacchi guidati da mw7qErmak Timofeevič per conto degli mw7gStroganoff.
I cosacchi, guidati da un ideale di vita avventurosa, caratterizzati da una propria cultura e gelosi della propria autonomia, finirono per svolgere il ruolo di difensori della mw-areligione ortodossa e dei confini più remoti dell'mw-qimpero zarista, in specie contro tartari e mw-gturchi, nonché quello di pionieri nella conquista di nuovi territori in nome dello mw-wZar. A questo scopo gli insediamenti cosacchi occupavano aree cuscinetto ai confini dell'Impero. A loro era affidata inoltre la raccolta dello mw-aiasak (imposta dovuta allo mw-qzar).
Le mire espansionistiche dell'Impero richiedevano la fedeltà dei Cosacchi, i quali tendevano però a creare tensioni, a causa del loro tradizionale stile di vita libero ed insofferente verso l'autorità. Perciò anche in Russia i Cosacchi si rivoltarono, spesso contro i mw-wvoivoda, rappresentanti locali del potere centrale scelti fra la mwaqanobiltà mwaqerussa i quali spesso si appropriavano dei beni destinati alla comunità, ma talvolta anche contro il governo. In particolare ebbero importanza nazionale le rivolte del mwaqi1606 guidata da Ivan Bolotnikov, quella di mwaqqSten'ka Razin fra il mwaqu1667 ed il mwaqy1671, quelle di mwaqcKondratij Bulavin e mwaqgIvan Mazeppa nel mwaqk1707, ed infine quella di mwaqoEmel'jan Pugačëv a partire dal mwaqs1773. Lo Stato reagì con repressioni durissime, esecuzioni e torture. Lo mwaqwzar mwaq0Pietro il Grande abolì l'elezione degli ataman, da allora in poi designati dal potere centralecite-ref-16[16]. In seguito all'ultima di queste rivolte, quella di Pugaciof, l'imperatrice mwariCaterina II decise di sopprimere l'mwarmEtmanato cosacco dello Zaporož'e, e la repressione colpì anche le altre comunità cosacche.
A partire da tale momento i Cosacchi, oramai divenuti inesistenti in Ucraina, divennero le truppe irregolari dell'mwaruEsercito imperiale russo, classificabili come cavalleria leggera. Passarono al soldo dello zar: dovevano procurarsi i cavalli e le armi bianche a proprie spese, mentre le armi da fuoco e le munizioni erano fornite dallo Stato. Queste truppe erano organizzate in corpi chiamati mwaryvojsko, ciascuno arruolato nell'area di insediamento cosacca di cui prendeva il nome. Tali aree mantenevano una certa autonomia, in quanto non rientravano nella competenza dei mwarcgovernatorati. Inoltre i Cosacchi erano esentati dal pagamento delle imposte.
Questo è l'elenco dei corpi cosacchi (mwarsvojsko) esistenti nelle varie epoche:
• Corpo dei Cosacchi del mwaskMar Nero o "Ciornomorieni" (mwaso1787–mwass1864) poi confluiti nei mwaswCosacchi di Kuban
Durante la mwayeritirata di Russia di mwayiNapoleone i cosacchi del Don furono decisivi per attaccare e indebolire progressivamente l'esercito francesecite-ref-20[20]: in continuo movimento, apparivano all'orizzonte sui fianchi dell'armatacite-ref-21[21], oppure sbucavano dai boschi che costeggiavano la strada dove si trascinava la colonna in ritirata, e colpivano rapidamente, soprattutto i gruppi di ritardatari, gli sbandati, le pattuglie inviate alla ricerca di cibo e legname.
Sempre alla ricerca dell'indipendenza, i Cosacchi, in cambio del loro statuto speciale e dei privilegi concessi dal potere, si trasformarono perciò in fedeli soldati dell'Impero e poi in gendarmi dello zar. Nel secondo Ottocento e nei primi decenni del mwaywNovecento, infatti, il regime zarista usò i Cosacchi come forza di polizia a cavallo per reprimere le rivolte.
Durante la mway4rivoluzione russa del 1905, truppe cosacche furono impiegate con funzioni di polizia nei confronti dei rivoltosi, spesso per sedare tumulti, affrontare e disperdere cortei di rivoluzionari, ecc. Spesso, a causa della loro fama di feroci combattenti, era sufficiente la diffusione della voce che sarebbero intervenuti i cosacchi, perché cortei di dimostranti si sciogliessero spontaneamente.cite-ref-22[22]
Nella repubblica russa
Appoggiarono inizialmente la rivoluzione, schierandosi con la mwazurivoluzione di febbraio, probabilmente per reazione alla mutata politica zarista nei loro confronti, sostenendo la mwazyRepubblica Russa, ma nel mwazc1918 passarono in gran parte alle forze antibolsceviche (mwazgArmate bianche), allorché videro pesantemente minacciate la loro autonomia e le loro prerogative. La militanza dei cosacchi, tuttavia, conobbe fasi alterne, ora con i bolscevichi, ora con i bianchi, spesso senza schierarsi, giacché non era infrequente il caso di reparti cosacchi che, non appena si avvicinavano alle loro terre, disertavano portando con sé tutto ciò che nel corso dei combattimenti avevano potuto razziarecite-ref-23[23].
Cosacco era mwaz4Simon Petljura, figura guida della mwaz8Repubblica Nazionale Ucraina nel periodo della mwaaaguerra civile russa, che combatteva sia i Bianchi che i Rossi per l'indipendenza ucraina. Durante la guerra civile e la mwaaeguerra sovietico-polacca i Cosacchi "bianchi" si resero protagonisti di alcuni mwaaipogromi antiebraicicite-ref-24[24], come narrato anche dallo scrittore mwaacIsaak Babel' nel suo diario di guerra.cite-ref-25[25]
Con la sconfitta delle forze filozariste molti lasciarono i territori sovietici, in quanto oggetto delle misure di "decosacchizzazione", stabilite il 24 gennaio mwaa01919 dal mwaa4Comitato centrale del partito comunista bolscevico. Queste presero la forma di mwaa8deportazioni di massa, di mwabafucilazioni indiscriminate e di impiego nei mwabelavori forzati. Si ritiene che circa 100mwabi 000 cosacchi si rifugiarono all'estero, ingrossando le fila della emigrazione bianca. La politica di decosacchizzazione ebbe il suo culmine nel mwabm1925, allorché il mwabqplenum del Comitato centrale pose fine alla tutela delle particolarità dei cosacchi e varò misure atte a cancellare quanto restava delle loro tradizioni.
Nella seconda guerra mondiale
Durante la mwabsseconda guerra mondiale i Cosacchi combatterono tenacemente nell'Armata Rossa contro le truppe dell'Asse che avevano invaso la Russia. Reparti di cavalleria cosacca attaccavano i mwabwcarri armati tedeschi sparando sui comandanti che sporgevano dalle torrette, attiravano i carri nemici in zone in cui si sarebbero impantanati o sarebbero finiti nei fiumi gelati ove il ghiaccio non avrebbe retto al loro peso.cite-ref-26[26] Tuttavia parte di loro, memori delle politiche di decosacchizzazione subite ad opera dei mwacebolscevichi e lusingati dalla prospettiva di riguadagnare la perduta autonomia, passarono nelle fila tedesche, mwaciparte nella Wehrmacht e mwacmparte nelle Waffen-SS (e precisamente nel mwacqXV SS-Kosaken Kavallerie Korps). Altri volontari cosacchi, reclutati fra i prigionieri di guerra dei tedeschi, furono inquadrati nell'mwacuEsercito Russo di Liberazione del generale mwacyA.A. Vlassov. Infine, anche il mwaccRegio Esercito mwacgitaliano arruolò un reparto cosacco, anche in questo caso prevalentemente fra i prigionieri di guerra, il mwackGruppo squadroni cosacchi "Campello", al comando del mwacomaggiore mwacsRanieri di Campello.
Con i tedeschi si schierarono gruppi armati che avevano combattuto già contro i bolscevichi, quali i generali mwac0Pëtr Nikolaevič Krasnov e Timofej Domanov, ma il nucleo più consistente fu quello affidato dai tedeschi al generale mwac8Helmuth von Pannwitz, un ufficiale originario della mwadaSlesia, ma buon conoscitore della lingua russa, da cui vennero a dipendere la mwadeI divisione cosacca, con 10.000 soldati cosacchi e 2.000 ufficiali.cite-ref-27[27] ed il mwadyXV SS-Kosaken Kavallerie Korps. Con il deteriorarsi della situazione sul fronte russo, questi corpi furono ridislocati assieme alle loro famiglie in mwadcCarnia e nell'alto mwadgFriuli (mwadkOperazione Ataman), dove vennero impiegati anche contro le formazioni partigiane italiane e mwadojugoslave.
Nel dopoguerra
Alla fine del conflitto, arresisi alle truppe britanniche nel tentativo di evitare gli eserciti jugoslavo e sovietico, furono rimpatriati forzatamente o con l'inganno, assieme a mogli e figli, dagli mwad0Alleati, in ottemperanza degli accordi presi durante la mwad4conferenza di Jaltacite-ref-28[28] e soprattutto in quanto la ferocia e lo zelo con cui si erano distinti a lato delle forze nazifasciste li rendeva anche agli occhi degli anglo-americani poco difendibili. Tra essi molti non erano tecnicamente cittadini sovietici, giacché fuoriusciti, come sopra ricordato, negli mwaemanni venti. Durante il rimpatrio ebbero luogo diversi episodi di mwaeqsuicidio collettivo, in particolare gettandosi nel fiume mwaeuDrava nei pressi della città di mwaeyLienz nel Tirolo orientale. Coloro i quali giunsero a destinazione furono fucilati, impiccati o internati nei mwaecgulag (la mwaegDuma, il 12 giugno mwaek1992, ha approvato una risoluzione per la riabilitazione dei cosacchi quali vittime dello mwaeostalinismo). Si stima che i cosacchi siano tra mezzo milione e tre milioni, molti dei quali contadini, mentre altri servono nell'esercito. Pur aspirando all'autonomia, non hanno mai potuto raggiungerla vivendo dispersi in varie zone della mwaesFederazione russa.
Con la legge federale della Federazione Russa nº 154-FZ del 5 dicembre 2005 «Del servizio pubblico dei cosacchi di Russia»cite-ref-29[29] è stato ufficialmente istituito il corpo paramilitare dei mwafeCosacchi registrati della Federazione Russa con compiti, durante i periodi di pace, principalmente legati alla conservazione, tutela e recupero delle foreste; educazione dei giovani secondo i valori patriottici e la preparazione per il servizio militare; l'assistenza durante calamità naturali, incidenti, incendi e stati di emergenza e di ordine pubblico.
Cosacchi famosi
• mwafuErmak Timofeevič (? – 1585), di etnìa cosacca, comandante in capo delle truppe russe che invasero il mwafyKhanato di Sibir tra il mwafc1579 e il mwafg1585 ed esploratore della mwafkSiberia. La sua campagna militare in Siberia segnò l'inizio dell'espansione russa in quelle regioni;
• Petro Konaševič-Sahajdačnyj (1582 – 1622), capo dei mwafwcosacchi ucraini di mwaf0Zaporižžja, si schierò contro i turchi e mwaf4tatari di Crimea e contro lo mwaf8Zarato di Mosca;
• mwageBohdan Chmel'nyc'kij (1596 - 1657), il più eminente mwagiatamano dei cosacchi d'Ucraina che diede la forma di stato alla repubblica cosacca di mwagmZaporižžja, fondando così l'mwagqEtmanato cosacco, ha combattuto contro il dominio polacco sulle terre ucraine e contro le invasioni dei mwagutatari e mwagyturchi;
• mwaggSten'ka Razin (1630 – 1671), appartenente alla comunità dei mwagkcosacchi del Volga, fu la figura principale della mwagorivolta cosacca del 1670 contro lo zar mwagsAlessio I Romanov;
• mwag0Ivan Mazeppa (1645 – 1709), fu un mwag4atamano dello Stato cosacco (1687—1709), che durante la mwag8grande guerra del nord si schierò a fianco degli svedesi di mwahaCarlo XII contro la Russia di mwahePietro il Grande;
• mwahmEmel'jan Ivanovič Pugačëv (1740 o 1742 – 1775), fu un pretendente al trono dell'mwahqImpero russo, e guidò una grande insurrezione cosacca durante il regno di mwahuCaterina II.
• mwahsPëtr Krasnov (1869 – 1947), era luogotenente generale dell'esercito mwahwrusso quando scoppiò la mwah0rivoluzione del 1917; divenne uno dei capi controrivoluzionari dell'Armata Bianca.
• mwah8Aleksandr Isaevič Solženicyn (1918 - 2008), fu ufficiale di mwaiaartiglieria durante la mwaieseconda guerra mondiale e in seguito divenne famoso come mwaiiscrittore, narrando la sua esperienza di prigioniero politico in mwaimmwaiqArcipelago Gulag.
I cosacchi nella letteratura
Nella mwaicletteratura russa troviamo testi famosi che hanno per protagonisti i cosacchi:
• mwaioLev Tolstoj, mwaismwaiwI cosacchi
• mwai4Michail Jur'evič Lermontov, mwai8mwajaUn eroe del nostro tempo e mwajemwajiNinna nanna cosacca
• mwajqMichail Aleksandrovič Šolochov, mwajumwajyIl placido Don
• mwakgIsaak Ėmmanuilovič Babel', mwakkmwakoL'armata a cavallo
Nella mwakwletteratura italiana si possono trovare i testi seguenti:
• mwak8Carlo Sgorlon, mwalamwaleL'armata dei fiumi perduti
I cosacchi nella cultura di massa
Sebbene la loro fama sia legata soprattutto all'mwalqImpero russo, i cosacchi sono stati associati, dopo il mwalu1945, all'mwalyespansionismo sovietico. Famosa è a tal proposito l'immagine, usata nella propaganda politica democristiana durante la mwalcguerra fredda, secondo la quale in caso di vittoria del mwalgPartito Comunista Italiano alle elezioni, l'Italia sarebbe divenuta un paese filo-sovietico e "i cavalli dei cosacchi si sarebbero abbeverati nelle fontane di San Pietro".
Anche nel brano mwalomwalsPopoff dello mwalwZecchino d'Oro 1967 si parla di un cosacco, chiamato proprio così.
Note
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cite-note-22. ↑ mwamgmwamkMagocsi, Paul Robert (1996). A History of Ukraine. pp. 179–181..
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cite-note-66. ↑ mwaommwaoqEncyclopedia of the Cultures of the Peoples of Southern Russia: in 9 volumes / Ed. in Chief, Corresponding Member of the Russian Academy of Sciences Yu. A. Zhdanov. - Rostov-on-Don: Publishing House of the SKNC HSE, 2005. - T. I. Peoples of Southern Russia. - P. 114. - 224 p. - ISBN 5-87872-089-2 ..
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Voci correlate
• mwazkCharakternyk
• mwazsCosacchi Tartari
• mwaz0Cosacchi siberiani
• mwa0mCosacchi di Kuban
• mwa0uCosacchi del Volga
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Collegamenti esterni
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